Hopeless Volti e Presenze

Hopeless, Senza Speranza. Se, aggirandovi per le brumose lande della bassa, tra Modena, Reggio e Mantova, pronunciate questo nome, molti probabilmente vi sapranno indicare dov’è. Da quando era semplicemente Discoclub Argine, infatti è la meta di centinaia di persone, tutte le notti. Si tratta probabilmente del locale più antico di tutte e tre le province. “Le mode e i governi passano, l’Hopeless è rimasto”, recitava qualche anno fa una pubblicità. Se sulla sua ubicazione non vi sono dubbi, meno certi saranno i vostri interlocutori riguardo al genere di locale. Molti ci sono stati, è vero. Pochi, però, lo hanno frequentato abbastanza a lungo per capirlo veramente: ogni serata è la meta di una diversa tipologia di clientela, ricettacolo di storie che poco hanno in comune tra loro, tranne la voglie di evadere dalla routine e dalle miserie della vita.
Questo edificio dall’aspetto malfamato e fatiscente, di notte si trasforma in un mondo parallelo, dove si può incontrare un po’ di tutto: porno star, spogliarelliste dark, clienti in giacca e cravatta come fetish o punk. Nulla è troppo estremo per i clienti dell’Hopeless, niente eccessivamente trasgressivo. Solo il divertimento conta.
In questo universo, si muovono figure di tutti i tipi, ciascuna con le sue storie. Alcuni di questi personaggi sono vere e proprie istituzioni, come Roxie, la decana delle spogliarelliste, Ernesto il “Vecchio” buttafuori, Dj Malattja, Enrico il barista e Quick Silver, l’uomo delle pulizie. Altri sono di passaggio, come i ragazzi degli addii al celibato, ma anche Ice, la porno star ospite d’onore della serata Blue Ghost, quando l’Hopeless diventa un night di lusso.
Ci sono, però, anche oggetti che hanno fatto la storia del locale, da quando si chiamava Discoclub Argine ed era una balera. “Presenze” che sono qualche cosa di più di un semplice arredo ma costituiscono la stessa brumosa anima del locale: il lucido e gelido palo della lap dance, la strobo scintillante e, soprattutto, la bottiglia di Cynar, talmente vecchia che nessuno ricorda più chi ce l’abbia messa.
Questa è la storia dell’Hopeless, dei suoi personaggi e delle presenze che attendono all’ombra delle sue luci cangianti… che maleducato che sono, scusatemi: non mi sono presentato. Il mio nome è Adalberto Ravaioli, l’uomo che ha avuto la fortuna di fondare il Discoclub Argine: l’Hopeless, insomma, è un po’ come se fosse mio figlio.