SOLO MIO

Il mio uomo sta rientrando a casa, sento i suoi passi lungo le scale, sento il suo profumo, quel profumo che riconoscerei ovunque, quel profumo che mi piace così tanto.
Sento il rumore delle chiavi nella porta, dal modo in cui la chiude intuisco che c’è qualcosa che non và. Deve aver avuto una brutta serata.
Non gli vado incontro subito. Rimango qui, sdraiata sul letto, al buio, a godermi il calduccio della mia coperta. Lo sento muoversi in casa, apre il frigo, avrà fame… sento il ronzio del computer che si accende… sempre attaccato a quella macchina infernale… cosa ci troverà poi di così divertente?… trascorre delle ore intere davanti a quel monitor luminoso, facendo cose per me incomprensibili, ma per lui così appassionanti, lo vedo dall’espressione dei suoi occhi che adora quella macchina e ciò che contiene…
Ma in fondo mi piace quando se ne sta lì… perché così posso guardarlo… è bellissimo quando è assorto e assume quell’espressione un po’ corrucciata… quando si passa le mani fra i capelli ribelli, quando muove le sue belle mani su quei tasti… veloci, quasi ipnotizzanti…
Chiudo gli occhi per riportare alla memoria la sua immagine, il suo profumo, il calore delle sue mani…
Il desiderio di lui vince la mia naturale pigrizia, apro gli occhi, mi stiro sinuosamente sotto la coperta, poi scivolo silenziosamente giù dal letto avvicinandomi alla sala.
E infatti eccolo là, con la sua camicia nera buttata sul divano, vestito con la sua maglietta preferita e i jeans neri, i capelli perennemente spettinati, seduto davanti al computer.
Mi fermo sulla porta in silenzio, per osservarlo prima che lui si accorga di me. Guardo le sue mani desiderando le sue carezze, guardo le sue spalle a cui adoro aggrapparmi, guardo quella bocca morbida da cui amo essere baciata, lo guardo e mi sento fremere, mi stringo contro lo stipite della porta, socchiudendo gli occhi, per mescolare meglio realtà e fantasia, ricordi e desideri.
Alla fine non resisto, lo saluto, rimanendo così, sulla porta, sinuosa e provocante.
Mi sente e si volta verso di me, mi sorride; che bello quel sorriso giovane e luminoso… che bello quando quel sorriso è solo per me.
Io non mi muovo, aspetto che sia lui a volermi. Vedo il suo sguardo che segue le mie forme, vedo i suoi dolci occhi scuri che tentano di sondare le profondità smeraldine dei miei occhi di giada. Lo so che ha bisogno di me, ha l’espressione stanca; lo sento che soffre, io le capisco subito queste cose, le percepisco dalle vibrazioni che emana.
Ruota ancora un po’ la sedia, per trovarsi proprio di fronte a me, con le spalle voltate a quel maledetto monitor.
… ma non ho ancora vinto… e questa notte voglio che sia solo mio…
Allora mi avvicino lentamente, un passo alla volta, silenziosa come un ombra, sempre con gli occhi fissi su di lui, per non spezzare il mio incantesimo con cui lo tengo prigioniero. Mi avvicino e aspetto che lui allunghi una mano verso di me.
Lo so che ha bisogno di me questa notte.
Ed ecco la sua mano che si solleva cercandomi, invitandomi ad avvicinarmi di più… lascio che mi sfiori soltanto, per poi allontanarmi, lentamente, gli volto le spalle e mi avvicino al divano. Lo so che il suo sguardo continua a seguirmi, il monitor ronza dietro alle sue spalle ma lui non vede più la sua luce, lui ora ha occhi solo per me, per i miei movimenti fluidi, per il mio profilo morbido.
Mi abbandono sul divano, tornando a catturare i suoi occhi con il mio sguardo magnetico.
Lo invito, scoprendo il collo, stendendomi in modo lascivo, chiamandolo con piccoli gemiti.
E alla fine lui non resiste, non può resistermi, sospira e si alza, avvicinandosi a me, abbandonando il computer, freddo e inutile senza di lui.
Si sdraia accanto a me e in un attimo gli sono sopra, sento il battito del suo cuore sotto alla maglietta, assaporo il calore del suo corpo contro al mio. Avvicino il mio naso al suo, sfiorandolo, nel nostro gioco silenzioso e intimo.
I miei occhi lo invitano a lasciarsi andare a me e alle mie carezze.
Lui rimane ancora un istante in silenzio, fermo a fissarmi, con la sua mano delicatamente posata sul mio capo rosso fiamma, mi chiama con i dolci nomi che inventa per me, resiste ancora per poco, ma poi le sue difese crollano.
Chiude gli occhi e io sento che sta arrivando. Il suo corpo è all’improvviso scosso da un singhiozzo e vedo una lacrima fare capolino dalle sue nerissime ciglia serrate.
Si copre il viso con un braccio, nell’infantile gesto di nascondere il pianto, e io mi stringo di più a lui, perché è di questo che ha bisogno questa notte il mio uomo, del mio calore e delle mio silenzioso conforto.
La sua voce rotta riesce finalmente a dare forma al suo dolore. E io lo ascolto, ascolto mentre chiama il nome dell’ennesima donna che gli ha infranto il cuore, ascolto i suoi interrogativi lanciati contro al soffitto bianco, lo ascolto e gli accarezzo le guance rigate dalle lacrime, infilandomi sotto al suo braccio in modo che lui possa stringermi meglio, ed accarezzarmi, e trovare conforto nella mia vicinanza.
Quante volte l’ho consolato senza poterlo vendicare, odiando quelle donne che si intromettevano fra noi, che entravano nel nostro piccolo regno portando nauseanti profumi dolciastri e voci fastidiose.
E ogni volta lui torna da me, perché solo io non lo abbandonerò mai.
Perché noi due stiamo troppo bene insieme, perché il nostro legame è qualcosa di veramente speciale.
La crisi è passata… per il momento; i suoi occhi scuri si aprono di nuovo, guardandomi. Lo fisso a mia volta, perché lui possa trovare nei miei occhi la risposta alla domanda che sta per soffocarlo. Si, mio amore, io resterò sempre con te.
Mi struscio contro al suo collo facendo le fusa, lui mi accarezza la schiena e sento la tensione del suo corpo allentarsi, sento il pelo drizzarmisi per il piacere di quella lunga carezza, di nuovo, infilo la mia testa sotto al palmo della sua mano, di nuovo, sentire le sue dita sulla testa, dietro al collo, poi giù, dietro alle spalle e giù, lungo tutta la schiena inarcata, fino alla coda, sollevata per lui, voluttuosamente per lui.
Con la mano libera si asciuga le lacrime dal viso e si alza, tenendomi dolcemente in braccio. Portandomi verso la camera da letto.
Questa notte ho vinto io, contro il computer e contro le sue donne.
Questa notte sarà solo mio.

AUTORE – SARA

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